Linx

»

Urto efficace

»

tavola periodica

Atomic cookies

2 Mar. 2010 | categoria chimica e arte, chimica in cucina, tavola periodica | Leggi tutto | Nessun commento

Qualcuno si sta seriamente sforzando di rendere la chimica appetibile, in ogni senso. L’autrice di uno spiritoso blog (Not So Humble Pie) dedicato al connubio tra scienza e cucina parte dalla constatazione che le ricette culinarie e le sintesi chimiche hanno molto in comune, con la differenza che nel secondo caso non si può certo testare il risultato con il palato… La signora Humble è riuscita a fare pure questo, sfornando deliziosi biscottini che ricordano la struttura dell’atomo:

Si noti che per distinguere neutroni e protoni all’interno del nucleo sono state usate due differenti colorazioni! Nonostante tali accorgimenti, è inevitabile che l’arte culinaria sacrifichi una buona parte del rigore scientifico, e infatti l’autrice scrive:

Ok, before the physics/chemistry folks remind me that atoms don’t actually look like that, let me remind everyone that modeling the three dimensional probability cloud of an electron with frosting just isn’t going to happen in my kitchen. Sorry! Ms. Humble is taking some artistic license here.

Sembra quasi che Ms Humble voglia prevenire i mugugni di qualche spocchioso scienziato. Ma come non perdonare le licenze artistiche davanti a una Tavola Periodica come questa?

Scommetto che gli studenti gradirebbero memorizzare gli elementi della Tavola … proprio a tavola! Assaggiando un biscotto per ogni elemento. Mmm, rubidium -scrive una commentatrice- We’re talking frosted cookie form here, of course. It would be counterproductive (i.e. potentially fatal) to eat straight-up arsenic or beryllium.

Dunque, niente a che vedere con la gastronomia molecolare. La signora Humble d’altra parte non è un chimico o un fisico, ma un’antropologa che attualmente conduce vita casalinga. Biologa di formazione, ha celebrato anche le scienze della vita: niente male questi biscotti alla Drosophila, eh?

E queste invitanti piastre di Petri?

Si sa, i cibi sembrano avere più sapore quando li si gusta con consapevolezza: la cultura è un eccellente esaltatore di sapidità. Per questo motivo i non addetti ai lavori difficilmente gusteranno dei biscotti che ricordano una tecnica di separazione, l’elettroforesi su gel. Forse per la cuoca sono un’ottima occasione per familiarizzare i commensali con la biochimica (chissà se permette di mangiarli prima di aver finito la spiegazione e l’interrogazione! In classe funzionerebbe!). Ecco i biscotti “elettroforetici”:

Visitate il blog della dottoressa Humble: la scelta è davvero vasta, anche nella sezione  dedicata alla scienza. Se guardare non vi basta, sappiate che l’autrice fornisce anche le ricette. Buona degustazione!

torna su

Chemical fiction

28 Gen. 2010 | categoria chimica e arte, elementi, second life, tavola periodica | Leggi tutto | Nessun commento

Come l’autore di Continuo proceso de cambio, anch’io ho assistito a una proiezione in 3D di Avatar. Nonostante la facile prevedibilità di alcuni passaggi ho trovato il film molto gradevole, soprattutto per le suggestive rappresentazioni del pianeta Pandora. Il regista James Cameron ha saputo innestare alcuni elementi di novità sulla classica base del genere fantascientifico, sempre attento alle nuove frontiere della ricerca. Avatar prende spunto dalle biotecnologie e dalle neuroscienze per introdurci in laboratorio capace di costruire un alter ego nel quale possiamo trasferire la nostra intera attività cerebrale; in questo modo diventa possibile addentrarsi nelle foreste di un pianeta la cui composizione atmosferica non consente agli umani la respirazione. Infatti l’Avatar è un ibrido dotato di un patrimonio genetico metà umano e metà umanoide, il quale riunisce in sè il fenotipo della specie extraterrestre (ma con vaghi richiami alla fisionomia umana nel volto) e la mente di chi lo manovra, racchiuso in un’apposita capsula durante uno stato simil comatoso.

foto_blog_166

Perchè l’equipaggio è atterrato su Pandora? Semplice: la Terra non ha più risorse energetiche. Evidentemente nel 2154, anno in cui è ambientato il film, i risultati di una dissennata politica ambientale sono ormai così tragicamente evidenti da indurre a una missione extraterrestre….Così, come in ogni film di fantascienza che si rispetti, ecco che fa capolino il nome di una specie chimica inesistente sul nostro pianeta, dalle elevate prestazioni energetiche: si tratta di un minerale, l’unobtalium, il cui valore di mercato è di 20 milioni di dollari al chilo. Altro che petrolio o uranio! L’unobtalium si aggiunge alla già nutrita lista di fantasiose specie chimiche protagoniste delle più svariate fiction: per conoscerle basta consultare Wikipedia alle voci List of fictional elements, materials, isotopes and atomic particles, List of Star War substances, List of fictional medicines and drugs, List of fictional supermetals; anche in questo web-site dedicato al grande Curt Swan (famoso per aver creato il personaggio di Super Man) è presente un ricco elenco di elementi della Legion of Super-Heroes. Ai supereroi dei fumetti è dedicata anche questa Tavola degli Elementi (cliccare per ingrandire):

foto_blog_165

Esistono Tavole Periodiche persino con i protagonisti dei video game…

foto_blog_167

E come dimenticare il contributo della famosissima serie Star Trek? Esiste persino una guida mineralogica dell’immaginario universo di Star Trek! E che dire della Tavola Periodica? Per osservarla “dal vivo” basta aprire Second Life e dirigere il vostro avatar (quello virtuale, purtroppo…) su Star Trek Science Museum: vi assicuro che non ve ne pentirete, e potrete percorrere un interessante itinerario ricco di esposizioni dedicate a ogni branca della scienza, dalla biologia all’astronomia (il planetario è stupendo!). Gli appassionati sappiano che in rete si vendono  Tavole degli Elementi come la sottostante, nella quale compaiono i protagonisti della storica serie di fantascienza:

foto_blog_164

Come potere constatare, la chimica ha permeato alcune importanti serie cinematografiche, ma anche il mondo dei fumetti e della grafica in generale ha utilizzato la “fanta-chimica”, spesso con esiti sorprendenti . La fantascienza come genere letterario ha utilizzato anch’essa elementi e composti di pura fantasia, soprattutto a partire dal grande Isaac Asimov. Che era, guarda caso, un biochimico. Ma di questo parleremo un’altra volta.

torna su

Un compleanno speciale

17 Mag. 2009 | categoria eventi, storia della chimica, tavola periodica | Leggi tutto | Nessun commento

foto_blog85

Per celebrare il 140° anniversario di una delle più grandi scoperte dell’umanità, il sistema periodico degli elementi, l’Accademia Nazionale dei Lincei organizza il  Convegno “Dmitry Mendeleev – 140 anni dalla presentazione del sistema periodico” (Roma, 28-29 maggio 2009). E’ possibile consultare il ricco programma del Convegno in questa pagina.
Dall’insieme degli interventi emerge uno spiccato taglio interdisciplinare, pur nella specificità di ogni singola conferenza: vi saranno infatti presentate relazioni nel campo della Chimica, della Fisica, della Biologia e della Storia della Scienza.

Ampio spazio sarà dato alla figura del grande Mendeleev, all’evoluzione del concetto di atomo sin dai filosofi greci, alla progressiva scoperta delle particelle subatomiche. Segnalo in particolare l’intervento del prof. Luigi Cerruti dell’Università di Torino, che parlerà della competizione tra le varie discipline chimiche nella costruzione della Tavola Periodica. Parteciperà anche il prof. Vincenzo Balzani dell’Università di Bologna, uno dei massimi esperti di nanotecnologie, che non a caso parlerà delle macchine molecolari.

Il Convegno, aperto a tutti, si terrà a Palazzo Corsini, via della Lungara, 10 – 00165 Roma

torna su

Le professioni della chimica

3 Mag. 2009 | categoria istruzione scientifica, tavola periodica | Leggi tutto | 1 commento

foto_blog82

Su Les métiers de la chimie potete osservare quella che sembra a prima vista una Tavola Periodica un pò particolare: a parte la mancanza di alcuni elementi, quelli presenti non sono i soliti a cui siamo abituati; nelle caselle infatti sono mostrate delle facce: si tratta dei vari profili professionali impiegati nelle molteplici mansioni attinenti il settore chimico, dal ricercatore al tecnico di laboratorio, dall’esperto di brevetti all’assistente commerciale, dal responsabile marketing all’operatore logistico, dall’addetto all’ufficio stampa al clinical manager, ecc…. Insomma, un ventaglio di professioni che mostra chiaramente come i mestieri della chimica non si limitino a quelli “classici”, anzi. I dati disponibili sugli impieghi sono chiari: la maggior parte di coloro che intraprendono studi chimici non lavorano in laboratorio, ma sono impegnati in professioni all’interfaccia con altri campi disciplinari in cui le conoscenze chimiche sono fondamentali. Il pregio di questo sito è la quantità di indicazioni pratiche che fornisce: ad esempio, selezionando un qualsiasi profilo, vi comparirà non solo la descrizione della professione a cui si riferisce, ma anche il percorso scolastico ad essa più idoneo. I vari percorsi non riguardano solo gli studi di chimica pura o industriale, ma anche quelli del ramo biotecnologico, medico, farmaceutico o ingegneristico. Inoltre sono riportate le attitudini richieste per ricoprire i vari incarichi, il posto che le relative figure professionali occupano nell’organigramma aziendale, le possibilità di carriera. Lo svantaggio è rappresentato dal fatto che, oltre ad essere scritto in francese, il sito fa ovviamente riferimento all’ordinamento degli studi vigente in Francia. Ad ogni modo, anche un italiano può, con qualche sforzo in più, ottenere utili informazioni facilmente trasferibili al proprio sistema nazionale.

Non è finita qui! In questa pagina, sempre relativa alle professioni della chimica, avete l’opportunità di eseguire un test attitudinale per capire il tipo di lavoro a voi più congeniale; basta cliccare su “testez-vous”. Si tratta di un test molto ben articolato e utile anche a coloro che non sono interessati a lavorare nel campo della chimica: fornisce infatti un quadro generale in relazione alla capacità tecniche, d’immaginazione, di metodo, di organizzazione, relazionali. Ovviamente i risultati del test devono essere considerati con le dovute cautele, ma vi assicuro che il mio profilo mi corrisponde perfettamente!

torna su

Giochi molecolari

3 Mag. 2009 | categoria didattica della chimica, tavola periodica | Leggi tutto | Nessun commento

foto_blog80Se fate un salto su Molecool vedrete subito una cartina dell’Europa. A questo punto potrete scegliere la vostra lingua puntando il mouse sull’Italia e chiedere “informazioni sul gioco”; si tratta di un gioco di chimica on line, progettato per suscitare interesse per questa materia. Il gioco è disponibile in varie lingue (Norvegese, Tedesco, Italiano, Francese, Danese, Svedese, Sloveno, Portoghese e Lappone). Qui ci sono le istruzioni, e qui è descritta l’esperienza della scuola di Jorpeland, in Norvegia, dove è stato realizzato il progetto pilota. Interessante anche la proposta di didattica multidisciplinare abbinata al gioco. Nell’immagine l’omino che vi guiderà lungo i vari itinerari.

Un portale ricchissimo di giochi interattivi (e non solo) in varie lingue è Chemistry and you. Per farvi un’idea, notate la quantità di esperimenti che potete realizzare entrando nella sezione Chemistry for life: scegliendo uno strumento o un reagente da una sfilata che scorrerà sotto i vostri occhi, vi sarà offerta la foto_blog81descrizione dell’esperimento associato corredata di foto o filmati. Ma questo è niente in confronto a Xperimania, dove c’è l’imbarazzo della scelta nella miriade di esperimenti disponibili! I due simpatici pupazzetti a destra sono invece i protagonisti di un altro gioco interattivo disponibile solo in francese; non vi sfuggirà che si tratta di atomi uniti da legami chimici singoli e doppi che fungono da collegamenti tra le varie parti del corpo! Chi conosce il tedesco potrà giocare anche con Tini und Toni. Volete sapere quali esperimenti si possono condurre con materiali casalinghi come cavolo rosso, aceto, latte o sale? Ve lo insegnano questi due simpatici bambini con le loro dimostrazioni. Immancabile la Tavola Periodica interattiva: il clic su ogni elemento vi fornisce informazioni su vita, morte e miracoli di questo, dalle sue caratteristiche alla storia della sua scoperta (peccato siano scritte solo in francese e nederlandese). Per finire, uno spazio scritto (parzialmente) in italiano: efficace è il gioco “explore the living room”, in cui basterà selezionare ogni oggetto di una casa virtuale per avere delucidazioni sulla sua composizione chimica.

torna su

Ultimi articoli

Post più letti