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Eventi per l’ambiente

16 Feb. 2011 | categoria ambiente, eventi | Leggi tutto | Nessun commento

Quando lavoravo nel bellissimo sito di AREA Science Park, a Trieste, mi capitava spesso di vedere gruppi organizzati di studenti in visita nei laboratori. Allora non prendevo neanche lontanamente in considerazione l’idea di insegnare. Oggi, leggendo l’annuncio che sto per darvi, ho pensato che se vivessi ancora a Trieste approfitterei subito dell’occasione per partecipare con i miei allievi a questa interessante iniziativa: presso il campus di Padriciano di AREA Science Park verranno organizzati 8 “laboratori di sostenibilità” aperti ad altrettante classi delle scuole secondarie di secondo grado della provincia. Ogni laboratorio avrà la durata di un’intera giornata e dopo una breve introduzione al concetto di sviluppo sostenibile si focalizzerà su tre temi chiave della sostenibilità:

. Mobilità

. Rifiuti

. Efficienza energetica

L’obiettivo è quello di coinvolgere attivamente gli studenti che saranno così portati a considerare un ambiente a loro familiare, la scuola, dal punto di vista della sostenibilità analizzando in modo critico i propri comportamenti e immaginando alternative sostenibili. I laboratori saranno realizzati tra marzo ed aprile 2011 in date da concordare. I Laboratori della Sostenibilità godono di un cofinanziamento della Provincia di Trieste è sono pertanto gratuiti. A tutti gli studenti ed insegnati partecipanti verrà offerto una copia del CD multimediale sul tema dell’efficienza energetica sviluppato nell’ambito del progetto IUSES (programma Intelligent Energy Europe). Le domande di partecipazione dovranno essere presentate compilando il modulo di partecipazione e saranno accolte in base all’ordine di arrivo, il termine ultimo di presentazione è il giorno venerdì 4 marzo 2011. Le domande dovranno pervenire via fax al numero 040 375 5320 o tramite posta certificata all’indirizzo protocollo@pcf.area.trieste.it. Per ulteriori informazioni ed iscrizioni, cliccate qui o componete il numero 040 375 5297. In alternativa, scrivete a manuela.masutti@area.trieste.it

Altra iniziativa interessante è quella del Gruppo Scientifico Italiano Studi e Ricerche, associazione senza fini di lucro impegnata da piu’ di trent’anni nell’attività di formazione e divulgazione tecnico-scientifica. L’associazione organizza “SETTIMANA AMBIENTE 2011″, da lunedì 21 a venerdì 25 febbraio 2011, presso il Doria Grand Hotel, Via Andrea Doria, 22 Milano.

L’iniziativa comprende cinque giornate:

Bonifica dei siti contaminati-Normativa e strategie di intervento (21 febbraio 2011)

Risk assessment – Metodi di valutazione per l’ambiente e l’uomo (22 febbraio 2011)

La gestione dei rifiuti in seguito al recepimento della direttiva 2008/98/CE e l’applicazione del Sistri (23 febbraio 2011)

Emissioni in atmosfera (24 febbraio 2011)

Depurazione delle acque e trattamento dei fanghi – Aspetti gestionali e nuove tecnologie (25 febbraio 2011)

“SETTIMANA AMBIENTE 2011″, grazie alla partecipazione di personalita’di spicco del mondo scientifico, provenienti da altrettanti prestigiosi Enti di importanza nazionale ed internazionale, costituisce un momento di incontro tra settori diversi che spesso non comunicano tra loro, ma che in realtà definiscono di concerto la complessa attività di management dei diversi comparti quali suolo, acqua e aria. La possibilità offerta dalla partecipazione a questo evento è quella di acquisire una visione di insieme su tematiche ambientali di assoluta attualità, così da entrare in possesso di una completa e corretta informazione indispensabile per progettare e sviluppare soluzioni innovative ed efficaci. Le giornate di formazione sono indirizzate non solo al mondo dell’industria, dell’università e della ricerca, ma anche  alla stampa di settore, agli operatori commerciali, alle associazioni di categoria e agli insegnanti che volessero aggiornarsi con i loro studenti degli istituti tecnici.

Concludo con la segnalazione di un ultimo, importante evento. Dal 13 al 15 aprile 2011 si terrà a Cagliari il terzo Congresso Internazionale sulle Piante Aromatiche e Medicinali (CIPAM 2011). Il convegno permette di approfondire non solo aspetti tecnico-scientifici, ma anche culturali in senso lato; è infatti prevista una escursione giornaliera (i cui costi sono inclusi nella tassa do registrazione) che permetterà di esplorare la ricchezza della flora di un bellissimo lembo di Sardegna. Obiettivo del convegno è quello di

- costituire una piattaforma internazionale per lo scambio e la diffusione delle professioni scientifiche inerenti le PAM;

- dare occasione ai partecipanti di condividere le loro esperienze e porre le basi per fondare dei partenariati volti a delle strategie comuni in tema di PAM

- incoraggiare la coltivazione, produzione, trasformazione e conservazione delle PAM;

- evidenziare l’importanza ambientale e socio-economica delle PAM su scala regionale, nazionale e internazionale.

Le lingue ufficiali del convegno saranno l’inglese e il francese.

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Oli essenziali e biodiversità vegetale

16 Gen. 2011 | categoria ambiente, chimica e salute | Leggi tutto | 4 commenti

In accordo con il Carnevale della Biodiversità, ho pensato di scrivere un post sulle piante aromatiche in occasione del primo Carnevale della Chimica.

Le piante aromatiche sono estremamente interessanti dal punto di vista chimico, essendo caratterizzate da un alto contenuto di oli volatili dalle particolari caratteristiche olfattive. Molte piante aromatiche che non hanno un odore tipico nel loro stato naturale, possono generare oli essenziali talvolta di notevole pregio se sottoposte a particolari procedimenti. E’ il caso del patchouli (Pogostemon patchouli, a lato una riproduzione), le cui foglie devono essere fermentate per ottenere il famoso olio essenziale utilizzato nella formulazione di fragranze. Dunque si può estendere la definizione di “pianta aromatica” a tutte quelle specie vegetali che possono generare prodotti aromatici attraverso processi chimico-fisici.

La specie umana usa da sempre le piante aromatiche, come dimostrano i numerosi reperti archeologici delle civiltà antiche: Egiziani, Greci, Romani, Persiani, ecc… usavano queste piante per curare il corpo e lo spirito. Molti testi descrivono minuziosamente varie procedure e rituali che prevedevano l’uso di unguenti curativi, oli medicamentosi, impacchi e profumi. Anche le grandi civiltà orientali – si pensi agli Indiani o ai Cinesi – hanno accumulato ingenti conoscenze sugli usi delle erbe aromatiche.

Il regno delle piante ci offre una grande quantità di aromi impiegati in vario modo nei cibi, nelle bevande, nei prodotti farmaceutici, nei cosmetici, nei prodotti per l’igiene della casa, ecc… Le specie con proprietà aromatiche sono numerosissime: secondo alcuni autori oltre 3000 piante contengono oli essenziali, ma solo 250 circa sono impiegate nell’industria. Esse crescono in tutto il mondo, in differenti ambienti e nelle più disparate condizioni climatiche; tuttavia la maggior parte di queste piante predilige zone geografiche particolari.

L’utilizzo di piante aromatiche è cresciuto notevolmente negli ultimi venti anni. L’industria ha un grande bisogno di prodotti con caratteristiche omogenee, che però sono difficili da ottenere a partire dalle specie che crescono spontaneamente; per questa ragione molte aziende optano per la coltivazione in proprio. In questo modo la biodiversità degli habitat naturali è preservata. Alcune zone geografiche caratterizzate da una elevata biodiversità vegetale sono tutelate e persino poste sotto l’egida dell’UNESCO (è il caso di Montseny Park, una riserva naturale a circa 50 km da Barcellona, nella foto sottostante uno scorcio del parco).

Gli oli essenziali possono essere ricavati da ogni parte della pianta: fiori, frutti, foglie, rami, cortecce, radici. Essi contengono centinaia di costituenti con una grande diversità strutturale. Molti di essi sono terpeni, spesso mono- e sesquiterpeni con strutture alifatiche (lineari o cicliche) o aromatiche, solitamente con gruppi funzionali ossigenati (nell’immagine a lato la formula di struttura del mentolo, a struttura ciclica con il gruppo idrossile -OH, seguita dal geraniolo, monoterpene aciclico).

La conoscenza degli oli essenziali è stata accelerata moltissimo dai rapidi progressi delle tecniche cromatografiche o spettroscopiche. La tecnica più usata per l’identificazione dei componenti degli oli è la gascromatografia, in accoppiamento alla spettrometria di massa o alla spettroscopia a raggi infrarossi.

La composizione chimica degli oli essenziali è estremamente variabile, essendo dovuta sia a fattori ecologici sia a cause genetiche. Recenti sono gli indizi sull’esistenza dei cosiddetti chemiotipi, che possono essere definiti come entità chimiche differenti presenti in specie vegetali con diversi genotipi ma morfologicamente indistinguibili o quasi. In un mio vecchio post ho parlato del Thymus vulgaris (caratterizzato da ben sei differenti chemiotipi), ottimo esempio di questa particolare diversità intraspecie.

Le procedure di isolamento degli oli essenziali possono influenzare la loro composizione chimica; ad esempio la distillazione o l’estrazione con solventi producono oli essenziali differenti a partire dalla stessa pianta, poiché non tutti i componenti sono estratti nelle stesse quantità con diversi processi. Inoltre questi ultimi possono causare cambiamenti strutturali nei componenti da isolare.

Possiamo concludere che la variabilità genetica delle piante, le condizioni ambientali, nonché i metodi adottati in agricoltura, hanno prodotto una enorme varietà di aromi. E’ auspicabile che la medicina tragga vantaggio il più possibile da questa diversità a beneficio della salute umana.

Prossimamente parleremo della biodiversità di piante allucinogene e tossiche.

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