La redox del palloncino
Uno studente che ad anno scolastico chiuso chiede ad una prof la soluzione di un esercizio di bilanciamento (proposto nel post sul test del palloncino) merita senza dubbio una pronta risposta. Innanzitutto devo fare un mea culpa: nell’articolo in questione ho trascritto correttamente i prodotti che si generano in seguito al cosiddetto “test del palloncino”, volto a verificare la quantità di alcol contenuto nel fiato di probabili bevitori alla guida. Tuttavia ho commesso l’errore (ora corretto) di riportare l’acido acetico come uno dei prodotti diretti della redox; in realtà quest’ultima dà luogo all’aldeide acetica, che in seguito si ossida formando l’acido acetico. L’aldeide acetica e l’acido acetico differiscono per un solo ossigeno, che evidentemente ha costituito l’ostacolo maggiore per il volenteroso studente, incagliato in un bilanciamento impossibile da completare con quell’ossigeno di troppo.
Riporto i passaggi di bilanciamento con il metodo delle semi-reazioni. La reazione da bilanciare è:
Il primo passo è quello di trovare il numero corrispondente agli stati di ossidazione (s.o.) degli elementi di tutti i composti che partecipano alla reazione, individuando quelli che presentano variazione dello s.o. nel passaggio da reagenti a prodotti. Calcolando gli s.o. risulta che:
- il cromo si riduce, quindi il dicromato è l’ossidante (lo s.o. passa da +6 nel dicromato di potassio a +3 nel solfato di cromo)
- il carbonio si ossida, quindi l’etanolo è il riducente (lo s.o. passa da -1 nell’etanolo a +1 nell’aldeide acetica)
Di seguito le 2 semireazioni (la seconda è moltiplicata per 3 in modo da pareggiare gli elettroni in entrata e in uscita), sommate poi “membro a membro” secondo la ben nota procedura:
Le semireazioni sono state bilanciate con la tradizionale sequenza elettroni-cariche-masse. Dalla semplificazione della reazione somma si ottiene la seguente equazione chimica in forma ionica:
Aggiungendo gli ioni che non prendono parte al processo redox si ottiene questa reazione in forma non ionica:
Ed ecco fatto. Se qualcuno trova difficoltà nel calcolare lo stato di ossidazione del carbonio nei due composti coinvolti, consiglio di trascrivere le formule di struttura di etanolo ed aldeide acetica. Infatti i due carboni contenuti in ciascuna molecola non hanno lo stesso s.o.; è il carbonio legato all’ossigeno che varia la propria situazione elettronica: nel caso dell’etanolo il legame C-O è singolo, nell’aldeide acetica è doppio. Siccome l’ossigeno è fortemente elettronegativo, il carbonio aldeidico viene ulteriormente depauperato di carica rispetto al carbonio legato al gruppo alcolico -OH dell’etanolo; per questo motivo gli viene attribuito uno s.o. positivo. Consiglio allo studente, ai pochi altri temerari che a giugno si divertono con le redox (e a quelli che hanno preso il debito in chimica organica…) di esercitarsi trovando il numero di ossidazione di ciascun atomo all’interno delle seguenti formule di struttura, che nella figura sottostante sono messe il relazione con il processo redox illustrato:
Domanda: perchè l’aldeide acetica si ossida subitaneamente ad acido acetico? Rappresentate il meccanismo della reazione di ossidazione dell’acetaldeide al corrispondente acido carbossilico.
Ah! Dimenticavo: pubblico anche la soluzione dell’esercizio sulle parole nascoste. Ho ricevuto sollecitazioni anche per questo! A presto con gli ultimi post prima della pausa estiva.












