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Copenhagen

Miscellanea/1

23 Dic. 2009 | categoria ambiente, biochimica, eventi | Leggi tutto | Nessun commento

  • Il summit di Copenhagen si è concluso lasciando uno strascico di polemiche. Personalmente non nutrivo grandi aspettative; sarà per questo che vedo nei documenti finali del summit concreti segnali di speranza: anche se gli accordi vincolanti sono rimandati ad altra data sono previsti aiuti economici per i Paesi in via di sviluppo, soprattutto grazie alla volontà di un Obama fortemente determinato a lasciare un concreto segno della sua disponibilità ad affrontare l’emergenza ambientale, pur tra le sue mille difficoltà.
  • Finalmente ho corredato di foto un vecchio post sull’esperienza di laboratorio relativa al ministage sulla fibrosi cistica nei laboratori dell’Università RomaTre. Le foto non aggiungono niente di sostanziale, tuttavia tenevo molto a pubblicarle in quanto aggiungono qualcosa di “vivo” a un elenco di procedure.
  • Il prof. Vincenzo Barone è il nuovo Presidente della Società Chimica Italiana. Il professore, chimico italiano più citato in assoluto, attualmente insegna alla Scuola Normale di Pisa. Come componente del Gruppo Giovani della SCI faccio gli auguri al professore per il suo nuovo mandato, fiduciosa nella sua intenzione di coinvolgere maggiormente gli under 35 nelle iniziative della Società.
  • Sapevate dell’esistenza di alberi di Natale le cui luci sono alimentate tramite celle a combustibile? A zero emissioni, indipendenti dalla foto_blog_149corrente elettrica. Leggete quest’articolo, e scoprirete come le celle a combustibile sono utilizzate anche per il funzionamento di lavatrici e asciugatrici.

Infine, un augurio di Buone Feste. So che l’immagine di questo albero di Natale da laboratorio non è esaltante, ma rappresenta una tradizione di tutto rispetto degli studenti di chimica. Ognuno fa quel che può….

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Insulation is …sexy!

18 Dic. 2009 | categoria ambiente | Leggi tutto | 1 commento

foto_blog_148Non lo dico io, l’ha detto Barack Obama …Ieri durante un tragitto in automobile seguivo  un ampio servizio di Radio3 Scienza dedicato al Summit di Copenhagen, quando a un certo punto mi è sembrato di ascoltare che Obama avrebbe detto “coibentare le case è sexy”. Convinta di aver capito male causa un insistente suono di clacson (il semaforo era verde ma io, immobile, mi ero persa nel programma radiofonico …) ho controllato in rete, e ancora incredula ho letto sul Boston.com un articolo dal titolo: Energy efficienty sexy? Obama thinks so. Il Presidente non sa più che pesci prendere per convincere gli americani a frenare la produzione di CO2. Nel programma di Radio3 Corrado Clini, direttore generale del Ministero dell’Ambiente, sottolineava che gli USA non possono assumere alcun impegno formale al summit; Obama può solo promettere il suo impegno. Poca cosa, vista la decisione dei Paesi in via di sviluppo di firmare una trattativa a patto che preveda limiti più restrittivi per chi finora ha inquinato di più, oltre a sostanziosi aiuti da parte dei Paesi ricchi che consentano loro uno sviluppo meno aggressivo per l’ambiente. Insomma, Corrado Clini crede che da questo summit difficilmente potrà uscire un documento condiviso. Più ottimista è Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Green Peace Italia, il quale, intervistato nel corso della stessa trasmissione, ha affermato che la realtà è migliore della politica; come auspicavo nel mio precedente post, forse le fonti di energia pulita saranno utilizzate in maniera massiccia al di là dei disaccordi tra i potenti. Il business sulle rinnovabili è solo all’inizio; chissà che non diventino convenienti al punto tale da imporsi per un mero fatto economico.

Personalmente sono molto confortata dalle ultime notizie. Il Presidente Obama è deciso a impegnarsi. Deve essere prudente, ha le mani legate. Potrebbe nuovamente accadere che il Senato blocchi i suoi intenti come è successo nell’epoca Clinton a ridosso degli accordi del protocollo di Kyoto, che gli USA non hanno mai firmato. Obama si trova contro senatori (anche democratici) provenienti da Stati la cui economia ruota intorno all’industria automobilistica o all’estrazione del carbone. Deve andarci con i piedi di piombo, ma una cosa è certa: nessun Presidente americano ha mai mostrato tanta sensibilità per le questioni ambientali. Nonostante le sue difficoltà Obama ha ribadito che che gli Usa sono pronti a fare la propria parte sia per il finanziamento dei paesi più poveri che nella riduzione delle emissioni di gas serra, ed ha chiesto a tutti i partner di condividere questi sforzi. L’accordo, anche se imperfetto, si farà. Perchè, dice Obama, “il pericolo è reale. Il cambiamento climatico non è fantascienza, ma è scienza, è reale”.

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