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In Chimica, l’urto efficace è uno scontro costruttivo: quello che porta due molecole reagenti a formare i prodotti di reazione. L’urto, sostantivo solitamente usato per indicare situazioni spiacevoli o fastidiose, non si limita a rompere: produce ciò che poco prima non era, funziona, ha efficacia. Ecco realizzato ciò che sembra quasi un ossimoro: la violenza della collisione associata alla buona riuscita di qualcosa. Non si può sempre sapere a priori se questo qualcosa sarà utile, inutile o dannoso: la funzione delle molecole dipende dall’uso che ne facciamo. Se, come diceva Primo Levi, la Chimica è una sorgente inesauribile di metafore, la necessità di arrivare allo scontro per produrre qualcosa ne è un esempio: pochi fatti – e poche reazioni – avvengono senza forzare in una certa misura il corso degli eventi, senza la ricerca di quella particolare angolatura che consente alle molecole di scontrarsi nel punto giusto per reagire. Occorre preparare il terreno (aggiustare la temperatura, il pH…), adattare al nuovo le proprie geometrie interiori, talvolta farsi violenza, essere pronti a fronteggiare una serie di ostacoli per approdare a un risultato. Pensiamo alle difficoltà che si incontrano nello studio di una materia come la Chimica: solo una volta superate possiamo renderci conto di quanto questa scienza possa essere appassionante. Io la trovo così bella che ho deciso di dedicarle un blog.



