Ubriacatevi ….
Tout est là :
c’est l’unique question.
Pour ne pas sentir
l’horrible fardeau du Temps
qui brise vos épaules
et vous penche vers la terre,
il faut vous enivrer sans trêve.
Mais de quoi?
De vin, de poésie, ou de vertu, à votre guise.
Mais enivrez-vous.
Et si quelquefois,
sur les marches d’un palais,
sur l’herbe verte d’un fossé,
dans la solitude morne de votre chambre,
vous vous réveillez,
l’ivresse déjà diminuée ou disparue,
demandez au vent,
à la vague,
à l’étoile,
à l’oiseau,
à l’horloge,
à tout ce qui fuit,
à tout ce qui gémit,
à tout ce qui roule,
à tout ce qui chante,
à tout ce qui parle,
demandez quelle heure il est;
et le vent,
la vague,
l’étoile,
l’oiseau,
l’horloge,
vous répondront:
“Il est l’heure de s’enivrer!
Pour n’être pas les esclaves martyrisés du Temps,
enivrez-vous;
enivrez-vous sans cesse!
De vin, de poésie ou de vertu, à votre guise.
Questa splendida poesia di Charles Baudelaire, ricordo dei tempi del liceo, si intitola Enivrez-vous. Ubriacatevi, ci consiglia il poeta. Senza mai fermarvi. Di vino, di poesia, di virtù, come vi pare. L’importante è non smettere mai.
Ovviamente la mia brava insegnante di francese non voleva spingerci all’alcolismo. Per evitare di fornire a qualche studente un comodo alibi per eventuali sbevazzate, forzava ironicamente l’interpretazione del testo poetico: l’ubriacatura è sana solo quando il vino, la poesia e la virtù coesistono nel giusto mix. Un virtuoso non esagera col vino e neanche con la virtù stessa. E la poesia è inconciliabile con la mancanza di lucidità provocata dall’eccesso di etanolo. In questo modo la prof salvava capra e cavoli: assecondava il suo desiderio di trasmetterci questo gioiello poetico e nel contempo si tutelava dai paraocchi dello stupido di turno. Chissà cosa ne pensava Baudelaire…. Forse non era il caso di manipolare più del dovuto la sfuggente impalpabilità di quel verso: mai esagerare, neppure per scherzo, nella spiegazione delle poesie! Dopotutto, chi vuole danneggiarsi il fegato lo fa a prescindere dalla poetica baudelairiana. E i veri goderecci sanno che il senso della misura è un must per chi vuole gustare appieno il vino. Quest’ultimo infatti è una complessa miscela di sostanze che esigono palati moderati e sapienti per essere apprezzate: avete mai visto un sommelier ubriaco? La moderazione nel consumo consapevole di questa bevanda è dovuta soprattutto al fatto che le sostanze caratterizzanti il bouquet aromatico di un determinato tipo di vino sono quelle presenti in minore quantità . Bere frettolosamente e in dosi massicce tende a mascherare proprio quegli aromi che conferiscono a un vino la sua impronta. Ad esempio, nel Cabernet Sauvignon è stato identificato un particolare composto, il 3-metiltio-1-propanolo (CH3-S-CH2-CH2-CH2-OH) derivante dall’aminoacido metionina, che impartisce al vino una peculiare nota dolce. Per determinarne la presenza e la quantità  è stata usata la gas-cromatografia, dato che i classici metodi analitici non riescono a intercettare composti di concentrazione molto bassa. Eppure sono proprio quei componenti presenti in tracce e ultratracce che spesso fanno la differenza. Per esempio, è sufficiente una concentrazione di poche decine di ng/l di 2,4,6-tricloroanisolo per impartire al vino il classico, sgradevole gusto di tappo. Ma qual è la composizione generica di un vino? Il vino è una soluzione nella quale sono sempre presenti composti delle seguenti classi:
Acqua
Alcoli (etanolo, metanolo, alcoli superiori, glicerina)
Acidi organici (tartarico, malico, citrico, lattico, acetico)
Zuccheri (glucosio, fruttosio)
Gomme e pectine
Polifenoli (antociani, tannini …)
Sostanze minerali (sotto forma di anioni e cationi)
Sostanze volatili (acidi volatili, esteri, aldeidi, terpeni)
Vitamine
Gas disciolti (anidride carbonica, anidride solforosa, ossigeno)
L’importanza dell’alcol etilico (o etanolo) è determinante; si tratta infatti della sostanza a maggior concentrazione dopo l’acqua, e come tale essa influenza notevolmente il complesso dei caratteri organolettici. Oltre al sapore dolce, l’alcol etilico è responsabile della morbidezza del vino. È inoltre importantissima la sua capacità di solubilizzare tutti i composti importanti ai fini della costituzione del bouquet, che non sarebbero solubili in un mezzo esclusivamente acquoso. Infine l’etanolo è decisivo dal punto di vista della genuinità , in quanto è possibile riconoscere tramite specifiche analisi l’addizione di zucchero non proveniente dall’uva per aumentare artificiosamente (e illegalmente) il grado alcolico. Le conseguenze del suo consumo eccessivo, anche (e soprattutto) in bevande diverse dal vino le vedremo …nel prossimo post.



22 Maggio 2011
[...] Ubriacatevi è il titolo dell’articolo di Teresa Celestino, laureata in chimica e insegnante, del blog Urto efficace, e potrebbe sembrare, a tutta prima, un invito alla dissolutezza. Così non è. Per spiegarci cos’è, Teresa inizia con una poesia di Baudelaire Questa splendida poesia di Charles Baudelaire, ricordo dei tempi del liceo, si intitolaEnivrez-vous. Ubriacatevi, ci consiglia il poeta. Senza mai fermarvi. Di vino, di poesia, di virtù, come vi pare. L’importante è non smettere mai.  Ovviamente la mia brava insegnante di francese non voleva spingerci all’alcolismo. Per evitare di fornire a qualche studente un comodo alibi per eventuali sbevazzate, forzava ironicamente l’interpretazione del testo poetico: l’ubriacatura è sana solo quando il vino, la poesia e la virtù coesistono nel giusto mix. Un virtuoso non esagera col vino e neanche con la virtù stessa  La moderazione nel consumo consapevole di questa bevanda è dovuta soprattutto al fatto che le sostanze caratterizzanti il bouquet aromatico di un determinato tipo di vino sono quelle presenti in minore quantità . [...]
14 Dicembre 2011
[...] lo rifarei; ma, essendo stata una liceale, proprio non riesco a immaginare la mia adolescenza senza la mia prof di francese, Giovanna Magazzino, che legge Gargantua e Pantagruel, o senza una versione latina di Seneca, una [...]
10 Gennaio 2012
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