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Teatro e scienza

Teatro e scienza

13 Feb. 2011 | categoria CLIL, biochimica, chimica e arte, didattica della chimica | 10 commenti

Ieri ho assistito ad una rappresentazione di vari sketch ad opera di alcuni studenti, che hanno inscenato in maniera assai spiritosa il comportamento di Socrate. Le scenette erano ambientate di volta in volta in diversi contesti ed epoche storiche, spesso con un uso assai appropriato di espressioni dialettali che colorivano non poco la sceneggiatura. La mia collega di matematica e fisica a un certo punto mi ha detto: “vedi quante cose si possono fare in campo umanistico? E noi, invece, con queste materie aride …”. Niente di più sbagliato! Anzi, a volte la rappresentazione teatrale di contenuti scientifici può avere esiti sorprendenti.

Immaginiamo uno script (ovvero un copione con ruoli, condizioni in entrata, risultati, scenari, ..) tipico di un argomento scientifico (ad esempio uno dei tanti riportati in un libro che ho presentato qualche mese fa). Vediamo che lo script si presta ad attivare quelli che i glottodidatti chiamerebbero chunk linguistici ovvero parole che consentono agli allievi di operare anticipazioni utili alla comprensione di ciò che si sta analizzando. “Chunk” significa letteralmente “grosso pezzo”; immaginiamo dunque i chunk della lingua come tanti pezzi di legno utili per sorreggerci più facilmente nel mare dei contenuti, consentendoci di effettuare i rimandi da un contenuto all’altro. Più semplicemente, possiamo indicarli come “parole chiave” (anche se i glottodidatti non sarebbero d’accordo…).

I personaggi della scena descritta sono cinque: due allievi che, ridotti in dimensioni microscopiche, cercano di intrufolarsi all’interno di una cellula; tre allievi che fanno parte del doppio strato lipidico, la parte esterna della membrana cellulare che “decide” quali sono le sostanze che devono entrare e uscire dalla cellula.

SCRIPT: VIAGGIO IN UNA CELLULA

Scena:

Il sipario si apre su un doppio girotondo di allievi che si tengono per mano (due cerchi concentrici): stanno simulando il doppio strato della membrana cellulare. Entrano in scena due allievi (1 e 2) che si dirigono verso il doppio cerchio dei compagni per entrarvi dentro.

Allievo 2 (mentre cerca di trascinare l’Allievo 1, che resiste, attraverso la membrana cellulare): “Ecco! Stiamo per entrare dentro una cellula! Questa è la membrana cellulare!”

Membrana 1 (uno degli allievi in girotondo della membrana esterna): “Cosa credete di fare voi due? Non penserete mica di entrare, vero? Non è che qui si entra e si esce come si vuole!”

Membrana 2 (altro allievo con fare saputello): “Eccoli qua i soliti ignoranti: non sapete che la membrana cellulare è semipermeabile e perciò selettiva? Noi lasciamo passare in entrata o in uscita solo le sostanze … utili e strettamente necessarie, mentre voi … insomma: voi non siete i benvenuti!”

Allievo 2 (con atteggiamento rassicurante): “Ma noi non volevamo fare niente di male, volevamo solo …”.

Allievo 1 (visibilmente contrariato): “Parla per te! Io non volevo un bel niente!”

Allievo 2 (lanciando un’occhiataccia al compagno): “Volevamo solo entrare per vedere cosa succede là dentro, senza naturalmente disturbare le vostre attività.”

Allievo 1 (con aria tra il pentito e l’affranto): “Ma chi me l’ha fatto fare di seguire questo pazzo! Era molto più comodo dormire in classe facendo finta di stare attento!”

Membrana 3 (altro allievo con aria condiscendente): “Va beh! Se è per farvi diventare un po’ meno ignoranti, possiamo anche fare uno strappo alla regola, ma non possiamo farvi entrare così: dobbiamo prima ricevere l’OK dal nucleo, che è la nostra centrale operativa governata dal DNA: solo lui è abilitato a rilasciare i permessi speciali.”

Membrana 4 (ulteriore allievo): “Rivolgiamoci all’RNA messaggero. E’ l’unico che per lavoro entra ed esce indisturbato dal nucleo: affidiamogli l’incarico di parlare al DNA.”

Mentre i due visitatori si guardano perplessi e ansiosi, arriva una voce da dietro le quinte:

VOCE FUORI CAMPO (con tono stentoreo e un po’ cavernoso): “Permesso accordato!”

A questo punto gli allievi-membrana rompono il legame tra loro e gli allievi 1 e 2 entrano nella cellula mentre il sipario si chiude. La successiva scena si svolgerà all’interno della cellula.

Chunk linguistici più probabili: cellula, membrana cellulare, permeabilità/semipermeabilità, selettività, nucleo, DNA, RNA messaggero.

Un’attività del genere svela in modo particolare la sua efficacia nel momento in cui viene proposta in lingua straniera nell’ambito di uno scenario CLIL. Infatti una rappresentazione teatrale funge da memotecnica in un particolare contesto per esplorare un contenuto, stimolare la formazione di immagini mentali del materiale presentato e aumentare la probabilità di recuperare e distinguere dai “distrattori” i dati immagazzinati. Questo è particolarmente auspicabile nell’apprendimento di una lingua straniera perchè la rappresentazione consente di agganciare più facilmente la parola al suo specifico significato; sappiamo infatti che uno degli ostacoli all’apprendimento delle lingue risiede nel fatto che ad una parola possono essere associati significati diversi, spesso difficili da contestualizzare come nella nostra lingua madre. L’esempio proposto è particolarmente semplice, tanto che può essere applicato anche ad una classe di scuola media. Naturalmente la tecnica del copione si presta anche per argomenti più articolati. Attenzione però: un’attività del genere può facilitare la “digestione” di alcuni argomenti ed essere addirittura controproducente per altri; si rischia infatti di inscenare script originalissimi che però non sono volti allo scopo di facilitare l’apprendimento ma, al contrario, richiedono in partenza un apprendimento già strutturato per consentirne la creazione (caso assai frequente in matematica). In tal caso si avrebbe l’attivazione del procedimento inverso: prima l’assimilazione dei contenuti, poi la messa in scena. Lo scopo di una attività siffatta vuole invece essere quello di utilizzare lo script per creare tracce mnestiche attraverso intake che facilitino l’attivazione di determinati percorsi mentali, sì da ottenere la comprensione di contenuti attraverso un lessico usato in un contesto strategico. Questa operazione finalizzata all’apprendimento è tanto più semplice quanto meno astratti sono i contenuti. Tant’è vero che, da insegnante di chimica, ho proposto un argomento di biologia: il viaggio nella cellula. E’ relativamente facile recuperare (o inventare) dialoghi i cui personaggi sono composti ed elementi chimici, ma in molti casi ci si rende conto che proporre uno script del genere non aiuta a insegnare meglio la chimica; semmai la si deve già conoscere per inscenare il copione con consapevolezza. Anche per la fisica l’operazione risulta ardua, ancor più per la matematica. Quindi stiamo attenti a questi affascinanti metodi alternativi. Si rischia di sforzarsi molto, magari ottenendo un risultato originale in termini di rappresentazione, ma senza lasciare alcuna traccia mnestica nelle teste dei nostri allievi!

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10 commenti a “Teatro e scienza”

  1. Francesca Magni ha scritto:

    ciao Teresa!

    Ti segnalo l’iniziativa di “Scienza Under 18″ di ricerca sul teatro scientifico:
    http://www.scienza-under-18.org/MILANO/index.html

    e anche il libro “Attori del sapere” http://www.scienzaexpress.it/scuola-20/91-attori-del-sapere.html

  2. Teresa Celestino ha scritto:

    Grazie! Sapevo che per vari motivi ti intendi particolarmente di teatro e scienza!

  3. Michele D'Ascenzo ha scritto:

    Sarebbe interessante fare un inquadramento storico delle scoperte della chimica.
    Ho notato che i miei studenti rimangono affascinati quando racconto loro gli esperimenti e le scoperte fatte come se fossimo tutti presenti lì, nel laboratorio, in quel momento.
    L’esperimento di Rutherford è il mio pezzo forte!

  4. Teresa Celestino ha scritto:

    Già, sono d’accordo! Tempo fa ho scoperto in biblioteca comunale un vecchio libro in cui si descrivono le modalità di esecuzione di esperimenti scientifici cruciali conditi da considerazioni di filosofia della scienza. Non sarebbe male ricavarne dei copioni! Un saluto, TC

  5. Sergio Palazzi ha scritto:

    Ciao Teresa, e Francesca.
    Il mio “Come bere un bicchier d’acqua” va in scena dal 2001 ed è stato rappresentato anche al Museo della Scienza di Milano (una volta proprio per Scienza Under 18) e in altre sedi, oltre ad una dozzina di volte presso il salone di Assolombarda, in collaborazione con Federchimica da cui era nato lo spunto per idearlo.
    In effetti è un canovaccio (“work in progress”?…) e non un testo, il che lo rende molto efficace nella rappresentazione ma al tempo stesso crea difficoltà nel pubbliccarlo. Ho provato diverse volte a preparare un copione “esportabile”, in Creative Commons, da pubblicare su kemia.it, ma è meno semplice di quanto sembri.

    Per 2011 IYC vorrei preparare una versione rinnovata e ampliata, magari ci riesco.

  6. Sergio Palazzi ha scritto:

    Ciao Teresa, e Francesca. Il mio “Come bere un bicchier d’acqua”, che ha lo scopo di mostrare quanta chimica ci sia nella vita di oni giorno, va in scena dal 2001, con l’insostutuibile presenza dei miei studenti. Nato su stimolo di Federchimica, è stato rappresentato anche presso il Museo della Scienza di Milano (tra cui una volta proprio in occasione di un Scienza Under 18) e varie altre sedi, tra cui una dozzina di rappresentazioni presso il salone di Assolombarda per l’orientamento verso le scuole medie.

    Il suo punto di forza, quello di essere un canovaccio (“work in progress”?) da recitare improvvisando, è paradossalmente anche il limite a trasformarlo in un copione da rendere pubblico; ci ho provato diverse volte, a metterlo su kemia.it, ma non è semplice.

    Per 2011 IYC mi piacerebbe farne un’edizione ampliata e rinnovata, magari ci riesco.

  7. Gas serra: una lezione … nella lezione - Urto efficace | di Teresa Celestino – CHIMICA ha scritto:

    [...] del docente, altri due o tre interagiscono con lui come se fossero suoi allievi. Vi ricordate lo script? In un certo senso si tratta di mettere in atto una rappresentazione che facilita [...]

  8. Educazione, ricerca, esperimenti e teatro - Linee di scienza - di Francesca Magni - Matematica e fisica ha scritto:

    [...] piena di sfide, come si legge nel libro che ho citato prima. Vi consiglio di leggere anche il post di Teresa Celestino sull’argomento teatro e scienza (ormai fra lei e me c’è un rimando continuo [...]

  9. Laura Cafaro ha scritto:

    ho letto lo script “Viaggio in una cellula” di Teresa Celestino; mi interesserebbe sapere se c’è un continuo, perchè quella che ho trovato su “Blog d’autore” è solo la scena all’esterno della cellula. qualcuno mi può aiutare, magari la stessa autrice, Le sarei grata se potesse inviarmela. Grazie

  10. Teresa Celestino ha scritto:

    Gentile Laura, le ho appena risposto via mail. TC

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