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For Women in Science: la Chimica premiata due volte

For Women in Science: la Chimica premiata due volte

4 Giu. 2010 | categoria ambiente, catalisi, chimica e salute, elementi | 1 commento

La foto a lato ritrae Valentina Domenici, una giovane chimica dal curriculum strepitoso. Talmente strepitoso da convincere i giurati del premio “For Women in Science”, che ogni anno seleziona in ogni nazione alcune scienziate le cui ricerche sono particolarmente significative. L’edizione italiana del premio, L’Oreal Italia per le donne e la scienza, si è svolta come sempre in collaborazione con la commissione nazionale Unesco. A Valentina è stata assegnata una borsa di studio da 15 mila euro che le servirà per proseguire il suo lavoro nel Dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell’Universita’ degli Studi di Pisa. Non vi pare una cifra esigua? D’accordo, premi come questo danno una boccata di ossigeno a ricercatori che meriterebbero di poter guardare al futuro delle loro ricerche (e al proprio) con maggiore tranquillità economica; ma non basta. E’ sufficiente informarsi sugli studi della dottoressa Domenici per capire quale grande investimento sarebbe quello di assicurare fondi ben più sostanziosi alla giovane chimica (che in un altro Paese farebbe già parte del personale strutturato dell’università; ma Valentina per nostra fortuna vuole restare qui, pur avendo condotto parte delle ricerche all’estero).

Se vi siete sottoposti ad una risonanza magnetica per un esame medico vi ricorderete che vi hanno iniettato un “mezzo di contrasto”, vale a dire una sostanza in grado di rendere “leggibili” i contorni dei vostri organi evidenziandone al contempo eventuali anomalie. Prima di iniettarvi il mezzo di contrasto vi hanno sicuramente fatto firmare un terrificante papiro in cui si esentava il personale sanitario da eventuali responsabilità connesse a fattori allergici, che in alcuni (rarissimi) casi possono portare alla morte del paziente (ricordo ancora il terrore che mi prese quando, sottoponendomi per la prima volta a una risonanza, lessi le controindicazioni del gadolinio!). Questo per dire che gli agenti di contrasto sono sostanze indispensabili, ma non sono esenti da inconvenienti; uno di questi è senza dubbio la mancanza di selettività: essi raggiungono tutte le aree del corpo indistintamente, rendendo necessario l’uso di concentrazioni piuttosto elevate. La Domenici indaga su “super-agenti” di contrasto, selettivi e specifici per il target che si vuole osservare. Questi nuovi agenti potrebbero rivoluzionare il mondo della diagnostica e della medicina stessa; tanto per cominciare, si potrebbero evidenziare meglio i contorni di un tumore, consentendo al bisturi di agire in modo più mirato.

Il progetto su cui la scienziata sta lavorando si chiama “Caratterizzazione chimico-fisica di nuovi agenti di contrasto per risonanza magnetica di imaging (Mri) a 7 Tesla”. Se volete capirci qualcosa è consigliabile rispolverare alcune nozioni generali sulla risonanza magnetica. Dell’eccellente materiale educativo sui principi della risonanza magnetica è scaricabile gratuitamente da questa pagina; si tratta di utilissime dispense scritta da Lars G. Hanson, che opera presso il Danish Research Centre for Magnetic Resonance. Lo stile è prettamente didattico e le formule matematiche sono ridotte la minimo. Inoltre è istruttivo analizzare le caratteristiche dell’elemento chimico gadolinio, le ragioni per cui è utilizzato nella diagnostica e i suoi limiti come agente di contrasto.

La seconda chimica premiata è Marina Faiella, dottoranda appena venticinquenne dell’Università Federico II di Napoli. Marina si occupa di proteine artificiali, in particolare delle loro potenzialità “ecosostenibili“. Il contributo di 15 mila euro le servirà per indagare le possibili applicazioni di nuove proteine sintetiche in processi industriali, farmaceutici e diagnostici. L’obiettivo della ricercatrice è dotare queste molecole di funzioni non ancora osservate in natura. Il progetto “Modelli di metalloproteine: sviluppo di sistemi cataliticamente attivi” punterà alla sintesi di particolari molecole ad azione catalitica dai più svariati usi. Spiega Marina:

Le metalloproteine svolgono un ruolo essenziale in biologia: circa il 30% delle proteine note contengono nella loro struttura un metallo, che risulta indispensabile per il loro funzionamento. Queste “mini-molecole” possono essere vantaggiosamente adoperate in numerosi processi come catalizzatori, sensori o agenti detossificanti.

Si aprono quindi nuove strade nel campo delle tecnologie rivolte alla detossificazione dell’ambiente, all’analisi agro-alimentare e alla diagnostica medica. Ricerche importanti, quelle di Marina, che mirano ad aprire nuove prospettive per l’industria chimica verde.

Il fatto che su cinque ricercatrici premiate due siano di formazione chimica è significativo: la chimica italiana presenta molte punte di eccellenza nonostante i venti di crisi che hanno portato non solo allo smantellamento di alcuni poli industriali, ma anche alla chiusura di eccellenti centri di ricerca privati. Insomma, non ci resta che confidare nell’esistenza di giovani ricercatori appassionati, che accettano di condurre importantissimi progetti usufruendo di una cifra che molti nostri manager guadagnano in un mese (e non sempre meritatamente). Fino a quando andremo avanti così?

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Un commento a “For Women in Science: la Chimica premiata due volte”

  1. Miscellanea/2 - Urto efficace | di Teresa Celestino – CHIMICA ha scritto:

    [...] dottoressa Valentina Domenici, di cui ho parlato nel precedente post, ha anche contribuito alla realizzazione di una pagina web dedicata ai Musei della Chimica [...]

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