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Nel 2011 si festeggia la Chimica

Nel 2011 si festeggia la Chimica

16 Mag. 2010 | categoria eventi, istruzione scientifica | 8 commenti

Non tutti sanno che il 2011 è stato dichiarato Anno Internazionale della Chimica (il link vi porta a un sito dove è possibile visionare tutte le iniziative a livello mondiale). E’ stata l’Etiopia a proporre la celebrazione della Chimica; forse non è un caso che l’iniziativa sia partita da un Paese dell’emisfero sud: in certi luoghi si percepisce con maggiore lucidità come la Chimica possa migliorare le condizioni di vita, senza criminalizzarla sempre e comunque per gli effetti collaterali sull’ambiente (come avviene da tempo nei Paesi maggiormente sviluppati). Anzi, l’Anno rappresenta anche un modo per sollevare l’attenzione sul decennio ONU 2005-2014 dedicato all’educazione allo sviluppo sostenibile; infatti le attività che si svolgeranno nel 2011 saranno incentrate sull’importanza della Chimica nel preservare le risorse naturali.

Il 2011 si celebrerà l’arte e la scienza chimica evidenziandone il contributo fondamentale alla conoscenza, alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo economico. Un’occasione tutta da giocare per rinnovare l’immagine di una scienza fondamentale così importante e bistrattata al tempo stesso.

Il Direttore Generale dell’UNESCO Koichiro Matsuura ha più volte sottolineato nelle sue dichiarazioni il ruolo che che la Chimica giocherà nello sviluppo di fonti alternative di energia e nel provvedere al sostentamento della popolazione mondiale. Di fatto questa scienza ha tutte le carte in regola: ricordate? Ha già salvato 3,7 miliardi di persone dalla fame; nello stesso tempo importanti ricerche come quelle sui biocombustibili prefigurano scenari energetici nuovi e rispettosi dell’ambiente.

Nell’anno 2011 ricorre anche il centesimo anniversario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Chimica a Maria Sklodowska Curie, un’opportunità per celebrare il contributo delle donne alla scienza. Non solo: il 2011 segna i cento anni dalla fondazione dell’Associazione Internazionale delle Società Chimiche (IACS), cui è succeduta dopo qualche anno l’istituzione dell’Unione Internazionale di Chimica Pura e Applicata (IUPAC).

Cosa accadrà in Italia nel 2011? Spero che i chimici italiani non si lascino sfuggire l’occasione di divulgare questa scienza nel modo più capillare ed entusiasmante possibile. Un buon lavoro di comunicazione contribuirebbe non poco a preparare il terreno in vista dell’International Conference on Chemical Education che si terrà in Italia l’anno successivo, nel 2012.

Non ci resta che sperare che tali iniziative abbiano ricadute concrete nel campo delle politiche formative nostrane. Purtroppo sono poco ottimista a riguardo: nei nuovi quadri orario dei licei, persino nell’opzione “Scienze Applicate” del Liceo Scientifico, non esiste la Chimica tra le materie di studio! Nello stesso tempo i contenuti di Chimica sono stati disseminati lungo l’intero quinquiennio. Una contraddizione strana, quella di intensificare lo studio di una disciplina senza però permettere che sulla scheda di valutazione dell’allievo compaia la dicitura “Chimica”. Infatti il voto sarà riferito a “Scienze”, denominazione che comprende ben tre discipline diverse. E’ evidente che l’autonomia epistemologica di questa disciplina continua a non essere riconosciuta in Italia, al contrario di quanto accade da molto tempo all’estero. Quello che scrivevo in un post dedicato alla situazione della Chimica nell’ambito della comunicazione scientifica italiana si riflette nel settore scolastico; infatti in quell’articolo sottolineavo come la funzione di raccordo che la Chimica svolge tra la Fisica e le Scienze la rende particolarmente vulnerabile. E infatti nei nuovi quadri orario liceali la Chimica è fagocitata da un lato dalla Fisica (il “Laboratorio di Fisica e Chimica” dell’attuale Liceo Tecnologico non esisterà più, ma ci sarà la sola Fisica), dall’altro dalle Scienze (che comprenderanno le ore di insegnamento attualmente destinate alla Chimica). Inoltre nella sola opzione “Scienze Applicate” quest’ultimo insegnamento sarà assegnato lungo tutto l’arco del quinquiennio o a docenti laureati in Scienze o a docenti laureati in Chimica, consentendo agli uni e agli altri di insegnare contenuti che non padroneggiano a sufficienza. E’ infatti risaputo che le Scienze della Vita e della Terra, pur nella diversità dei campi d’indagine, sono caratterizzate da una visione olistica con la quale il chimico si trova spesso a disagio; viceversa, i laureati in Scienze sono abituati a trattare la Chimica come disciplina di servizio in funzione degli studi a cui si sono dedicati, ricavandone una visione parziale.

Personalmente ho sempre sostenuto l’efficacia della contaminazione fra più discipline: ritengo infatti che ciascun docente debba cercare di ampliare il più possibile la propria preparazione, magari cercando di collaborare con i colleghi di retroterra culturale differente. Quest’anno sto insegnando Chimica Biorganica e  Chimica Ambientale, constatando quanto sia interessante vedere i fenomeni chimici nel contesto naturale e non solo nel laboratorio. Tuttavia sono anche fermamente convinta che ognuno debba insegnare principalmente ciò che conosce meglio. Purtroppo i provvedimenti del Ministero non vanno assolutamente in questa direzione. Non ci resta che sperare in tempi migliori. Forse nel 2011 cambierà qualcosa? Molto probabilmente no, ma la speranza è l’ultima a morire.

P.S.: nel frattempo consiglio a tutti gli interessati di visionare il quadro orario dell’opzione “Scienze Applicate” dell’Istituto “Quintino Sella” di Biella. I colleghi di Biella hanno fatto un ottimo lavoro: sfruttando la possibilità di attivare insegnamenti aggiuntivi nel limite consentito, hanno garantito la sopravvivenza del “Laboratorio di Fisica e Chimica” nel biennio e della Chimica come disciplina autonoma nel triennio. Complimenti al collegio docenti dell’istituto biellese e a tutte le scuole che avranno il buon senso di preservare la dignità della Chimica e di garantire il laboratorio a un liceo che, pur chiamandosi “Scienze Applicate”, non ne garantisce l’esistenza nei quadri orario nazionali. Fortunatamente la possibilità di giocare sul 20% del monte ore per variare l’offerta formativa consente di salvare in extremis alcune discipline pur nel taglio generale del tempo scuola. Il problema è che non tutti i licei italiani sono lungimiranti come il “Quintino Sella”. Spero almeno che le iscrizioni premino quegli istituti che propongono un’offerta formativa adeguata all’indirizzo di studi. E’ molto triste constatare come molte scuole stiano calibrando l’offerta formativa cercando di preservare l’orario dei docenti e infischiandosene delle esigenze degli allievi. Invece ogni decisione andrebbe presa nel rispetto degli studenti, non del posto di lavoro degli insegnanti.

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8 commenti a “Nel 2011 si festeggia la Chimica”

  1. Sergio Palazzi ha scritto:

    Scusandomi per il ritardo, ma il periodo didattico è quello che è, ho collegato e commentato l’articolo sul sito del nostro Setificio di Como:

    http://www.setificio.com/blog/2010-anno-internazionale-della-chimica.

    Ciao e a presto

  2. Teresa Celestino ha scritto:

    Grazie mille prof Palazzi! Purtroppo sono poco ottimista su come sarà gestita questa atipicità delle classi di concorso. Mi raccontano colleghi di varie scuole che i collegi di questo periodo sono unici in quanto a squallore: pensa che in un liceo scientifico delle mie parti, persino nell’opzione scienze applicate, nonostante abbiano utilizzato il 20% di autonomia per “aggiustamenti” vari, non solo non esiste una materia che prevede espressamente un laboratorio scientifico, non solo non è stata scorporata la chimica, ma è stato salvaguardato il DIRITTO in tutti i bienni mentre alcuni prof di matematica e fisica sono diventati sovrannumerari. Questa sì che è la scuola della qualità….A presto, teresa

  3. 2011, anno della chimica - Urto efficace | di Teresa Celestino – CHIMICA ha scritto:

    [...] ho incontrato alcuni colleghi in vista dei preparativi per l’anno internazionale della chimica. Faremo un seminario accompagnato da presentazioni e dimostrazioni pratiche il 29 e 30 aprile 2011. [...]

  4. - Urto efficace | di Teresa Celestino – CHIMICA ha scritto:

    [...] 2011 è l’Anno Internazionale della Chimica. In tutto il mondo saranno promossi eventi e manifestazioni per celebrare la chimica e i benefici [...]

  5. 2011: la chimica alla riscossa! « Il chimico impertinente ha scritto:

    [...] il generoso e ricco di informazioni articolo tratto dal blog di Teresa Celestino, Urto Efficace: Nel 2011 si festeggia la Chimica, e sempre dallo stesso sito, Pane, vino, sapone, che ci informa di gustosi (oltre che lindi) eventi [...]

  6. Refreshment or Responsibility? - Urto efficace | di Teresa Celestino – CHIMICA ha scritto:

    [...] occasione dell’International Year of Chemistry, il Consiglio Nazionale dei Chimici è stato invitato dalla Royal Society of Chemistry a [...]

  7. paolo manzelli ha scritto:

    Cari amici ed amiche ,
    vorrei aprire una riflessione sul tema : L’ effetto dell’ ENTANGLEMEN QUATISTICO nella Formazione del Legame Chimico nelle Nanostrutture.
    Segue in attach una breve premessa sul Legame chimico nel 2011- Anno Internazionale della Chimica . Paolo Manzelli 02/nov/2011 FIRENZE

    http://www.edscuola.it/lre.html

  8. paolo manzelli ha scritto:

    2011-Anno Internazionale della chimica-.
    “The Sceptic-Chymist: Chemical bond-revised”
    Paolo Manzelli ; pmanzelli.lre@gmail.com; http://www.edscuola.it/lre.html

    Sono ormai passati 95 anni dala pubblicazione di Gilbert Newton Lewis sulle perplessita’ della formazione del legame chimico (The Atom and the Molecule, J. Am. Chem. Soc . 1916 , 38 , 762) , da allora inizio’ il chiarimento su la struttura della materia basata su le concezioni della meccanica quantistica relative alla natura di interscambio elettronico dei legami molecolari.
    Lo sviluppo delle concezioni del legame chimico in seguito stato concepito dando forma geometrica alle probabilita’ di organizzazione del moto degli elettroni in forma di un numero fondamentale di possibili Orbitali e delle loro ibridazioni in orbitali molecolari, la cui miscelazione e’ capace adattarsi alla forma delle molecole proponendo in tal modo una spiegazione intuitiva della formazione della maggiorparte legami chimici . (1)
    Ancora oggi sono molte le ragioni per cui merita esplorare le questioni e i problemi riguardanti il legame chimico in particolare di quello “covalente” dato il suo ampio utilizzo in una vastita’ di casi di differente comportamento degli atomi che formano molecole di sempre piu’ elevata complessita’. (2)
    La chimica “sovra-molecolare”, aggrega con interazioni deboli complessi molecolari ci dice che l’ accoppiamento elettronico covalente non e’ esaustivo, poiche’ rimangono ampie possibilita’ di interazione che fanno seguito a interazioni spesso causate dalla ibridazione degli orbitali molecolari o da altre tipologie di interazioni deboli non covalenti come il legame a ponte di Idrogeno.(3)
    Oggigiorno lo studio della formazione dei legami chimici inizia ad avere una sua nuova focalizzazione nel campo della formazione dei composti atomico-molecolari nano-strutturati che presentano nuove ed inaspettate caratteristiche che aprono panorami applicativi tuttora in gran parte non investigati.(4).
    Infatti le teorie degli orbiltali atomici e molecolari definiscono solo aree geometriche di probabilita’, e pertanto non avendo significato fisico, gli orbitali dovrebbero essere inattivi e quindi non giocare alcun ruolo nel cambiamento delle proprieta fisiche dei Materiali Nano. Viceversa si e’ scoperto che questi orbitali modificano al livello di interfaccia di codificazione la forza di legame in vari tipi di nanostrutture.(5)
    Infatti le particelle nella nano-dimensione modificano la loro struttura elettronica con il decrescere della dimensione della loro aggregazione in superficie-nano cosi che si verifica una contrazione delle lunghezze di legame rispetto a quelle normali della struttura “bulk” di conseguenza la forza di legame diventa ” size dependent”. Tale effetto e’ essenziale per capire le proprieta’ ottiche ed elettromagnetiche e la attivita’ catalitica delle nano-particelle.(6)
    Se quindi pensiamo che le onde associate alle particelle non siano da considerarsi mere onde di probabilita’ ma zone di reale presenza dell’ elettrone allora possiamo comprendere come la sovrapposizione degli orbitali possa dar luogo al fenomeno quantistico dell’ “entanglement” (*) generando la reale struttura del legame chimico intesa come interazione simultanea a distanza tra “elettroni entangled”. (7), (8)
    Biblio On Line
    (1). http://www.tutorvista.com/chemistry/hybridization-chemistry
    (2). http://scienceprojectideasforkids.com/2011/covalent-bonds/
    (3). http://www.psicolab.net/public/pdfart/7924.pdf
    (4). http://www.nano-ou.net/eduIntro2.aspx
    (5). http://www.sciencedaily.com/releases/2007/10/071012095246.htm
    (6). http://www.hindawi.com/journals/jnm/2011/670857/
    (7). http://www.mednat.org/new_scienza/ENTANGLED-BONDS.pdf
    (8). http://www.wbabin.net/Science-Journals/Essays-Mechanics%20/%20Electrodynamics/Download/3718
    (*) http://www.facebook.com/groups/ENTANGLEMENT/

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