Linx

»

Urto efficace

»

Convegno sull’evoluzione della Chimica a Camerino

Convegno sull’evoluzione della Chimica a Camerino

15 Mag. 2009 | categoria eventi, istruzione scientifica, storia della chimica | 1 commento

foto_blog901Mercoledì scorso ero all’Università di Camerino per un convegno, al quale ho partecipato tramite una comunicazione orale dal titolo La Chimica dell’invisibile: scoperta e studio della radioattività (ve ne avevo già parlato). Purtroppo non ho potuto assistere alle presentazioni degli altri relatori, ma ho ascoltato il prof. Eugenio Torracca, che ha parlato dei rapporti tra Elettricità e materia nel XIX secolo (questo il titolo del suo intervento); il professore ci ha offerto una panoramica sui fenomeni osservati utilizzando la pila di Volta, sugli effetti chimici dell’elettricità e sulle innumerevoli ricerche di Faraday, grandissimo sperimentatore. Interessanti anche i primi esiti degli studi sul trasporto della corrente, che hanno portato alla dimostrazione dell’esistenza degli ioni e alle teorie sulla natura discreta dell’elettricità. Particolare spazio è stato dedicato alle condizioni sperimentali dell’epoca, a dir poco spaventose rispetto a quelle attuali soprattutto in relazione ai problemi di sicurezza. Per quanto riguarda gli altri interventi e il resoconto di questa prima edizione legata ai moduli storico-didattici, potete scaricare il materiale da questa pagina.

C’era un nutrito gruppo di studenti di chimica, docenti universitari, insegnanti delle scuole superiori e ricercatori. Durante il dibattito seguito all’intervento del prof. Torracca e al mio, uno studente ha chiesto come mai l’università non offre corsi di storia della chimica. Bella domanda. Certamente qualcosa si sta muovendo, e questa iniziativa dei moduli storico-didattici, fortemente voluti dal presidente SCI Luigi Campanella, va in questa direzione.

L’obiettivo è quello di illustrare la profondità delle discipline chimiche attraverso la storia e l’epistemologia. Gli effetti che si otterrebbero tramite una diffusione capillare della storia della chimica sarebbero innumerevoli. Tanto per cominciare, far capire agli studenti universitari che stanno studiando non una semplice scienza di servizio ma una scienza autonoma, dotata di uno statuto filosofico storicamente definito oltre che di un immenso potere applicativo, dona loro l’orgoglio di essere chimici. La storia delle scienze è, soprattutto in Italia, eccessivamente sbilanciata verso la fisica, anche se negli ultimi anni la biologia si è guadagnata maggiore spazio. La storia della fisica e della biologia è fondamentale, ma occorre che la chimica abbia lo spazio che merita. In secondo luogo, vi sarebbe una bella spinta propulsiva verso la divulgazione, risanando il rapporto con la società civile e di conseguenza con la politica. Si tratta di obiettivi ambiziosi ma necessari da raggiungere: per molte persone l’aggettivo chimico è quasi una parolaccia, mentre basta anteporre il prefisso “bio” per rassicurare i consumatori sulla genuinità di un prodotto. Non c’è da meravigliarsi di questa diffidenza, se si considera che, entrando in una qualsiasi libreria, la quasi totalità delle opere divulgative riguardano la matematica, la biologia e la fisica. Certamente la responsabilità è nostra, è di tutti gli operatori e i cultori delle scienze chimiche che per troppo tempo si sono dedicati al loro lavoro senza curarsi dei rapporti con il mondo esterno. Chi coltiva una scienza deve essere anche un buon ambasciatore di questa; solo così può essere alimentato quel rapporto virtuoso che consente a un Paese di progredire. Se questo rapporto viene a mancare, non meravigliamoci se la chimica è studiata poco e male nelle scuole e se le iscrizioni ai corsi di laurea, tranne timidi cenni di ripresa, sono in numero ridicolmente basso.

Camerino è stupenda, come del resto tutto il territorio marchigiano. All’università  ho trovato un ambiente accogliente e informale; il dipartimento di chimica è di antica tradizione ma teso al futuro, nel segno di una forte internazionalizzazione. I professori del corso di laurea in chimica mi hanno confermato che tutti i loro laureati trovano impieghi qualificati in breve tempo, soprattutto grazie alla mediazione dell’università; pare che le richieste di laureati in chimica siano superiori alle offerte di lavoro del territorio. Se qualche studente interessato alle scienze è ancora indeciso su come investire i suoi anni universitari, ci pensi. Le porte della chimica a Camerino sono aperte.

torna su

Un commento a “Convegno sull’evoluzione della Chimica a Camerino”

  1. La chimica in tribunale - Urto efficace - di Teresa Celestino - Chimica ha scritto:

    [...] di Torino, nel 2008 mi fornì gentilmente la sua presentazione su Francesco Selmi nel corso di un convegno a cui partecipammo in qualità di relatori, tenuto presso l’Università di Camerino. La [...]

Scrivi un commento

Ultimi articoli

Post più letti