Insieme per una grande impresa
Vi avevo già accennato al convegno scientifico sulla fibrosi cistica. Oggi l’ho seguito con alcuni studenti: come quello dell’anno scorso è stato organizzato in maniera impeccabile, con interventi validi e facilmente comprensibili per una platea di non specialisti. Si tratta, per la precisione, del 3° Convegno provinciale destinato agli studenti delle Scuole Superiori e della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma La Sapienza, Polo di Latina.
Dopo i saluti delle autorità , il convegno si è aperto con le parole del prof. Gianni Mastella, direttore scientifico della Fondazione per la Fibrosi Cistica di Verona. Il professore ha sottolineato l’avanzamento degli studi e i notevoli risultati raggiunti nonostante la cronica carenza di risorse economiche destinate alla ricerca italiana; questo è stato possibile grazie alle istituzioni e in particolare alle scuole, che tramite la raccolta fondi hanno potuto adottare progetti di ricerca. Alcuni di di questi sono stati finanziati dalla Delegazione di Latina (rappresentata dall’intraprendente prof.ssa Adriana De Santis, moderatrice del convegno), che ha raccolto contributi in 6 anni di attività permettendo alla giovane dott.ssa Livia Leoni (Università Roma Tre) di continuare le sue ricerche nell’area della microbiologia; la dottoressa è intervenuta illustrando in modo semplice e originale il tipo di indagine scientifica del suo gruppo, volta a disarmare un “batterio killer” particolarmente aggressivo con i polmoni dei malati di fibrosi cistica. Alla prof.ssa Serena Quattrucci, responsabile del Centro Regionale Laziale di Riferimento per la Fibrosi Cistica, va il merito di aver illustrato in maniera sintetica ma efficace le origini della malattia e le possibili terapie, mentre il dott. Cesare Braggion, responsabile dell’analogo centro regionale toscano, si è soffermato maggiormente sugli aspetti clinici. Con una interessante panoramica storica sulle malattie genetiche, ha chiuso il lavori il prof. Giuseppe Castaldo dell’Università Federico II e del CEINGE di Napoli, avanzatissimo centro di ricerche per le biotecnologie che l’anno scorso ho visitato con alcuni studenti (in basso una foto ricordo); spero di ritornarvi per un ulteriore ”tour scientifico”: anche quest’anno, in primavera, ci sarà un mini-stage riservato agli studenti più meritevoli, nel corso del quale visiteranno i laboratori parlando con coloro che vi lavorano e svolgendo alcuni esperimenti di chimica che i ricercatori avranno progettato per loro (ve ne parlerò!).
Da un punto di vista strettamente didattico la mattinata si è svolta all’insegna di un vero e proprio viaggio all’insegna dell’interdisciplinarietà tra biochimica, genetica e microbiologia. Un’ottima occasione per comprendere come le varie scienze, pur nella loro estrema specializzazione, interagiscano tra loro in maniera fruttuosa. L’obiettivo è anche quello di mostrare ai ragazzi percorsi di carriera che possano destare in loro una qualche “vocazione scientifica”, talvolta poco stimolata dalle tradizionali lezioni in aula (non parliamo poi dei laboratori…. purtroppo in molte scuole è già una fortuna se ci sono, pretendere che funzionino poi….). E chissà se uno degli studenti del convegno di oggi un giorno non riesca a porre rimedio a quella proteina difettosa!
L’intervento più vivo e commovente è stato senza dubbio quello del prof. Gino Vespa, malato di fibrosi cistica che ha vissuto l’esperienza del trapianto, rimedio in extremis quando i problemi polmonari diventano talmente gravi da costringere il paziente ad una continua dipendenza dall’ossigeno e all’impossibilità di svolgere le più semplici azioni quotidiane. Gino Vespa, che oggi si dice felice dopo le infinite sofferenze passate, si è presentato come il risultato tangibile degli sforzi di tutti quei medici, biologi, chimici ”la cui giornata lavorativa non finisce quasi mai dopo le otto ore”. Per fortuna sono ancora molte le persone che lavorano non solo per i soldi, non solo per il prestigio, ma per far parte di una grande impresa: come quella di sconfiggere una terribile malattia.

Foto di gruppo di ricercatori, insegnanti di scienze e studenti scattata nell’aprile 2008 al CEINGE di Napoli (io ed i miei allievi siamo in piedi all’estrema sinistra). In basso a sinistra la prof.ssa Adriana De Santis, responsabile della Delegazione di Latina per la Fibrosi Cistica e, a fianco, il prof. Giuseppe Castaldo (intervenuto al convegno odierno).




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