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Una seconda vita per la chimica

Una seconda vita per la chimica

22 Dic. 2008 | categoria second life | 4 commenti

Chi non si è ancora avventurato per le strade di Second Life? Personalmente credo che questa nuova dimensione spazio-temporale, in cui un avatar parla e si muove all’interno di un mondo virtuale, rappresenti una delle più geniali invenzioni degli ultimi anni. Chiunque nutra il sospetto di una ennesima trovata per menti alienate sarà costretto a ricredersi non appena metterà piede nel mondo parallelo in cui tutto è possibile, persino volare.

Certo, così come nella realtà ci sono luoghi e persone da evitare, anche in Second Life si consiglia oculatezza nelle piste da seguire: se infatti non si rischia come nella vita reale (morto un avatar se ne fa un altro), resta il pericolo di rimanere delusi e di rifiutare ulteriori viaggi esplorativi, perdendo così una miriade di buone opportunità. Una di queste è offerta dai laboratori dell’ACS (American Chemical Society), dei veri musei hands-on situati su un’isola di 23.776 metri quadrati di coordinate 87, 157, 25; basterà digitare questi numeri per trovarsi dinanzi agli exhibit di una mostra in cui potrete assistere alla sintesi del nylon, verificare la miscibilità di più solventi, eseguire saggi alla fiamma o delle vere e proprie esercitazioni di analisi chimica. Una volta fuori dal museo interattivo esplorate l’isola; non vi sfuggirà l’indicazione “resident scientists”, che vi condurrà a un pannello sul quale osserverete le immagini di alcuni ricercatori virtuali. Basterà un click per trovarsi nei loro laboratori con un brevissimo teletrasporto.

Questo interessantissimo articolo vi parla di Horace Moody, uno degli scienziati dell’isola conosciuto come il prof. Jean-Claude Bradley nel mondo reale. Il prof. Bradley insegna chimica alla Drexel University, dove si occupa anche di e-learning. Parlando di Second Life il professore ne evidenzia le potenzialità formative: non è cosa da poco poter interagire con altri studenti che nutrono gli stessi interessi ma distanti geograficamente, costruire insieme una molecola in 3-D o incontrare docenti per chiedere supporto senza muoversi da casa. Il prof. Bradley  si sofferma inoltre su un fatto molto interessante: capita che per alcuni studenti l’ambiente virtuale metta in luce qualità insospettabili o difficilmente percepibili nel normale ambiente accademico. Lascio a voi il piacere di scoprire gli spazi abitati dai vari scienziati, leggendo i loro poster scientifici o assistendo alle presentazioni sulle tematiche più varie: sviluppo sostenibile, nuovi materiali, nanotecnologie,  ecc. Agli insegnanti sono offerti numerosi spunti per una lezione diversa dal solito, ma anche il profano troverà le varie mostre divertenti e originali.

Altro particolare da non sottovalutare: mi risulta che raramente i laboratori didattici o di ricerca offrano il camice ai loro frequentatori; ebbene, L’ACS Island non solo ve lo regala, ma vi mette a disposizione anche gli occhiali protettivi! E non è poco, considerato che purtroppo anche in Second Life vige la dura legge del denaro….

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4 commenti a “Una seconda vita per la chimica”

  1. Donato Ramani ha scritto:

    ciao! benvenuta nella ciurma! e bel post! congratulazioni!

  2. Teresa Celestino ha scritto:

    Grazie! Anche a te complimenti per il taglio del tuo blog!

  3. Francesca Magni ha scritto:

    ciao!!! Benvenuta anche da parte mia!!! Leggerò con piacere i tuoi post :-) )

  4. Teresa Celestino ha scritto:

    Ciao Francesca, grazie anche a te!

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