Vino con l’Idrolitina
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Le Domeniche pomeriggio
d’estate,
zone depresse.
Donne sotto i pergolati a chiacchierare e a ripararsi un po’ dal sole,
uomini seduti fuori dai caffè.
I primi versi di questo breve e intenso testo musicale di Franco Battiato mi riportano istantaneamente alle scene del mio sud, soprattutto di quello che era il mio sud nel 1983, anno in cui il pezzo è stato pubblicato nell’album “Orizzonti perduti”. Il titolo della canzone è “Zone depresse”. Nel 1983 avevo otto anni. Per motivi anagrafici i miei orizzonti perduti non coincidono del tutto con quelli dell’autore; probabilmente quest’ultimo si riferisce ad un’epoca anteriore ai primi anni ‘80, ma le scene descritte con poetica sintesi sono quelle che ricordo anch’io, e che in parte esistono ancor oggi nei paesi del meridione. I miei orizzonti perduti sono i passatempi estivi di quell’età in una strada oggi senza vita, ma allora pullulante di bambini fino a tardissima ora, anche per il rientro delle famiglie dei numerosi emigrati che ivi passavano le ferie. Ero all’oscuro del concetto di vacanza intesa come spostamento dal luogo in cui si vive; l’ho appreso molto più tardi. Per me la vacanza era semplicemente libertà dalla scuola, dai compiti, scorrazzate in bicicletta, letture e giochi al suono insistente delle pietre che rompevano i gusci di mandorla all’aperto, sulla via, guidate dalle instancabili mani delle nostre nonne. Non mi mancava nulla e non mi sentivo in una “zona depressa”. L’insoddisfazione sarebbe arrivata anni dopo, alimentata non solo dalla mancanza di prospettive, ma anche dalla nostalgia di quel senso della comunità che d’un tratto, nello stesso sud, nella stessa strada, si è tristemente dileguato. Forse Battiato si riferiva a questo nell’evocare una fine simbolica, che cercava di esorcizzare versando nel vino l’Idrolitina secondo un’usanza in auge in un’Italia tramontata da molto tempo:
Poi la fine un giorno arrivò per noi;
dammi un po’ di vino con l’Idrolitina.
L’Idrolitina è usata ancora oggi, altrimenti non l’avrei trovata, con mia grossa sorpresa, sugli scaffali di un supermercato. Vi leggo “preparato per acqua da tavola”, ma sulla confezione i versi del poeta Carlo Zangarini fanno ancora riferimento al vino:
- Diceva l’oste al vino
tu mi diventi vecchio
ti voglio maritare
all’acqua del mio secchio.
Risposte il vino all’oste
fai le pubblicazioni
sposo l’Idrolitina
del cavalier Gazzoni -
Chi era il Cavalier Gazzoni? Possiamo annoverare Giuseppe Gazzoni Frascara tra gli imprenditori colti che hanno animato l’Italia del boom economico. Conseguito il Master of Arts in Politics, Philosophy and Economics presso l’Università di Oxford nel 1957, cinque anni dopo prese una seconda laurea in Farmacia all’Università di Bologna. Quindi si mise alla guida dell’azienda alimentare di famiglia lanciando il marchio Idrolitina. Altre polveri da addizionare all’acqua erano le concorrenti Cristallina, Idriz e Frizzina. Numerose le varianti, ad esempio per dare un retrogusto di limone. Oggi questo tipo di prodotto è ad uso casalingo di qualche nostalgico o si trova in alcuni ristoranti che vogliono creare un’atmosfera retrò. All’epoca le polverine ebbero fortuna principalmente perché era molto comune bere acqua di rubinetto, il cui sgradevole sapore di cloro era mascherato dal sapore e dall’effetto frizzante del preparato, come spiegato in questo simpatico Carosello sull’idrolitina “anti-cloro”. Carosello che io, sempre per motivi anagrafici, non posso ricordare:
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Ovviamente l’azione anti-cloro è chimicamente inesistente; è solo una questione di percezione gustativa. Quali sono i componenti dell’Idrolitina? Idrogenocarbonato di sodio (il comune “bicarbonato”, NaHCO3), acido malico (di formula C4H6O5, a lato, è detto anche acido di mela in quanto si ritrova nelle mele e in altri frutti), acido tartarico (C4H6O6, presente soprattutto nell’uva e nel tamarindo). Mentre lo ione sodio proveniente dall’NaHCO3 conferisce un tipico gusto salino all’acqua, la reazione dello ione idrogenocarbonato genera l’effervescenza grazie alla produzione di anidride carbonica gassosa:
Gli ioni idronio necessari per la reazione sono forniti dagli acidi malico e tartarico presenti. Non ci si lasci ingannare dal nome Idrolitina ipotizzando una reazione di idrolisi; è vero che l’idrogenocarbonato di sodio contenuto nella miscela di polveri è un sale che dà idrolisi basica:
Gli ossidrili prodotti, però, sono completamente neutralizzati dagli ioni idronio provenienti dai due acidi. La reazione su cui si basa l’idrolitina non è dunque una reazione di idrolisi: quest’ultima consiste infatti nella rottura della molecola d’acqua (idro-lisi), reagente; invece, come potete vedere nella reazione sopra riportata, l’acqua rientra tra i prodotti assieme all’anidride carbonica. I componenti dell’idrolitina sono indicati anche con sigle alfanumeriche: l’idrogenocarbonato di sodio è E500, l’acido malico E296, l’acido tartarico E334. Si tratta delle sigle con le quali le sostanze corrispondenti sono catalogate come additivi alimentari (ad esempio con la funzione di conservanti, coloranti, esaltatori di sapidità, regolatori di acidità ecc ..). Entrambi gli acidi presenti nell’Idrolitina sono tra i principali responsabili dell’acidità fissa del vino. Forse anche per questo l’Idrolitina era addizionata al vino con una certa disinvoltura (al vino scadente o non molto pregiato, s’intende!). L’acido malico prodotto in natura è una molecola chirale levogira, mentre per l’acido tartarico lo stereoisomero prevalente in natura è quello destrogiro.
L’acido tartarico ha avuto una certa importanza nella scienza: l’osservazione della geometria dei cristalli di tartrato effettuata da Pasteur con una semplice lente di ingrandimento diede il via alle ricerche che culminarono con la scoperta delle molecole chirali da parte dei chimici Le Bel e van’t Hoff. L’acido tartarico destrogiro (con i due carboni chirali di configurazione R) è quello presente nell’idrolitina, motivo per cui sulla confezione, vicino al nome dell’acido, è riportato il segno (+) preceduto dalla lettera L (che indica la configurazione geometrica secondo il sistema riferito alla gliceraldeide).
Vi lascio sulle note di Battiato augurandovi buone vacanze – magari in una località meridionale dai ritmi lenti, dove il tempo sembra essersi fermato almeno per qualche aspetto di cui, chi come me è cresciuto in un certo sud, ha facilmente nostalgia.










